Eginardo, Vita di Carlo Magno
Eginardo
Vita di Carlo Magno
a cura di Valerio Marucci
Introduzione di Claudio Leonardi
Salerno Editrice, collana “Faville”
2006
pp. 127, euro 8.50
Agile nel formato (tascabile di meno di 130 pagine di cui una cinquantina di introduzione e nota bibliografica), contenuta nel prezzo, l’edizione della “Vita di Carlo Magno” di Eginardo appena pubblicata da Salerno Editrice riprende quella uscita per gli stessi tipi (collana “Omikron”) nel 1988 e propone il testo latino a fronte, riprodotto secondo l’edizione apparsa nei MGH. Il saggio introduttivo, firmato da Claudio Leonardi nel 1979 e ripubblicato per scelta dell’Autore senza variazioni, mette in luce la personalità e l’opera del Biografo inquadrando la Vita in tutti i suoi molteplici aspetti, evidenziandone i punti sia di forza (ad esempio l’intensità della ricostruzione biografica del re dei Franchi) sia di debolezza, come l’alterno valore storico. Ma proprio sull’annosa questione dell’attendibilità storica della Vita – accusata di essere ora troppo ligia alle fonti, ora troppo libera, comunque costellata di errori – Leonardi sottolinea come non è sulla base dei singoli dati che può misurarsi il valore di Eginardo, ma sul fatto che egli, nel voler scrivere la vita non di un santo ma di un re, abbia di fatto “inventato” un genere letterario, trovando un (parziale) modello remoto in Svetonio e nelle sue Vite dei Dodici Cesari. Il personaggio Carlo, delineato nelle sue imprese, nei suoi costumi e interessi e nel suo governo, emerge nelle sue molteplici sfaccettature e si carica progressivamente di significati culturali: non solo un uomo che si è coperto di gloria militare, ma anche un padre affettuoso; non solo un eroe germanico, ma anche un politico che con il suo genio «ha saputo dare un segno diverso alla Cristianità e all’eredità di Roma pagana». La Vita è dunque «un testo di rara qualità, in cui il gusto del narrare sa concentrarsi attorno a un’unica grande figura, e sa descriverla in tre successive e più intense approssimazioni. Al loro centro rimane la fisicità del personaggio, nella sua staticità e nella sua dinamica, un’icona ancora così parlante e rilevante. L’intensità di questa icona si origina nell’identificazione autobiografica, nel sovrapporsi di Eginardo a Carlo, o meglio nell’affidarsi di Eginardo alla memoria di Carlo con tale immedesimazione». Tra i pregi di questa piccola ma preziosa edizione (la cui bibliografia è aggiornata al 2006) c’è anche il discreto spazio dato, nel saggio introduttivo, alla Translatio et miracula sanctorum Marcellini et Petri, scritta da Eginardo nell’830, opera minore ma che di recente ha conosciuto un rinnovato interesse bibliografico.
Elena Percivaldi



