King Horn

King Horn
a cura di Laura Rizzà

Carocci Editore, collana “Biblioteca Medievale”

2007

pp. 127, euro 13.50

Non si sarà mai lodata abbastanza l’iniziativa dell’Editore Carocci, che da tempo con la collana intitolata “Biblioteca Medievale” sta proponendo – in continuità con ciò che avevano iniziato a fare le Pratiche Editrici e la Luni Editrice -  tante opere più o meno importanti, più o meno note, della ricchissima e per larghi tratti sconosciuta letteratura medievale. Costante qualitativa è, oltre alla curatela affidata a studiosi di ogni opera sovente in collaborazione con le rispettive Università di riferimento, è la presenza del testo originale a fronte, incomparabile strumento di studio per gli “addetti ai lavori” ma anche di semplice consultazione per chi specialista non è ma possiede la curiosità di “vedere” l’opera nella sua lingua – spesso inconsueta per noi  -  di composizione. Tra le ultime uscite è da segnalare la pregevole edizione di King Horn, anonimo poema “popolare” scritto nella seconda metà del XIII secolo in Middle English.  Le gesta dell’eroe eponimo si compiono ora contro i saraceni invasori, ora contro il compagno traditore Fikenhild reo di avergli sottratto con l’inganno la promessa sposa, e si concludono con la vittoria finale di Horn e le sue nozze con l’amata Rymenhild. Nata come opera di intrattenimento, King Horn si svela in questa traduzione  un poema di certo valore letterario e poetico, cui non sono estranei una forte coerenza nella trama e un notevole dinamismo del racconto, che a tratti assume caratteri che si potrebbero definire “cinematografici”. Grazie all’ampio saggio introduttivo di Laura Rizzà, docente di Lingua Inglese presso l’Università di Bologna (sede di Ravenna), anche quest’anonima opera “minore” del Medioevo letterario europeo esce così dall’oblio e contribuisce ad una più dettagliata conoscenza, più in generale,  dell’affollato panorama del romance e della chanson de geste, generi la cui portata culturale e letteraria è per molti aspetti ancora da valutare pienamente. 

Elena Percivaldi


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